UNA LEZIONE D'ANATOMIA UMANA

incarnata da

CARLO LOCATELLI E UNO SCHELETRO
(1999/2003)

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La parola “danza” come la parola “pittura” racchiude un infinitą di esperienze radicalmente diverse.
Cosa rimane se epuriamo la danza dalla sua forma contemporanea, dal linguaggio della danza appunto?
Corpo-Materia sensibile
Movimento-Materia prima

Ho affrontato questo lavoro sull’anatomia senza preoccuparmi del linguaggio della danza, senza rivendicare un appartenenza artistica, semmai una poetica ; la cosa che mi stava pił a cuore era una trasmissione di una conoscenza e d’una esperienza corporale intensa a creare con un pubblico, ogni volta.
Cosi mi sono dato con questa performance, la libertą di un ritorno a un grado primo della rappresentazione.
...mi sono dato la libertą di reinventare.

Carlo Locatelli Milano 2001

Nudo, affiancato da uno scheletro a grandezza naturale, costruisco a poco a poco la globalitą del corpo...

Ogni volta che attraverso il mio corso d’anatomia umana, devo presentarmi come in una sorta di autoritratto e ritratto della specie, provo un senso di “retrouvaille” con qualche cosa che ci appartiene profondamente e che mi sfugge continuamente.
Qualche cosa di fondamentale e d’antico, che esiste a monte del concetto e dell’astrazione.
Un forma concreta d’esistenza, e dell’essere attraverso la materia.
Una forma di chiarezza.
E’ forse una coscienza, dimenticata che vive attraverso l’esperienza della pelle, i movimenti della respirazione, nelle carezze intime del sangue, nelle ossa, nella polpa...
...Filo d’Arianna...

Carlo Locatelli Paris 1999


LEĒONS D’ANATOMIE HUMAINE 1999 / 2003

# PARIS, ( 11MAI, 1 JUIN, 2 JUIN, 1999 ) .
# PARIS, ( 21 JUIN 1999 ) .
# PARIS ( 31 AOÛT, 24 SEPTEMBRE, 30 SEPTEMBRE 1999 ) .
# PARIS, ( 21 SEPTEMBRE 1999 ) .
# SARTROUVILLE, ( 18, 25 OCTOBRE 1999
# PANTIN, ( 17 OCTOBRE 1999 ) .
# RENNES, ( 28 OCTOBRE 1999 ) .
# PARIS, ( 10 NOVEMBRE 1999 ) .
# PARIS, (11 NOVEMBRE 1999) .
# BAGNOLET (13 NOVEMBRE 1999 )
# GENNEVILLIERS, (13 DÉCEMBRE 1999)
# MODENA, ITALIE, ( 19 JUIN 2000 ) .
# NOGENT SUR MARNE, ( 26 OCTOBRE 2000 ) .
# PARIS, ( 20,21,22,23 NOVEMBRE 2000 ) .
# BEZONS ( 5 DÉC. 2000 )
# MILANO ITALIE ( 21 Janvier 2001) .
# Milano, ITALIE ( 31 MAI 2001) .
# Ravenna, Italie (15-16 SEPTEMBRE 2001) .
# PARIS, ( 29 novembre 2001) .
# La Rochelle ( 11 Sept.2002 ) .
# Orsay-Ville, ( 5 Octobre 2002 ) .
# PARIS, ( 21Mars 2003 ) .
# Neuchâtel, Suisse, (12, 13 Mai 2003 ) .
# Paris ( 24 mai 2003 ) .


Carlo Locatelli
una lezione d'anatomia umana
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Gallerie Patrizia Poggi, Ravenna - Italie - 16 septembre 2001

 

HANNO SCRITTO

Quando evochiamo La lezione d’anatomia, pensiamo irrestibilmente al dipinto di Rembrandt, rappresentazione di una seduta di dissezione.
Il corpo umano per essere soggetto di una tale scienza sembra non poter sottrarsi alla sua cosificazione, divenendo appunto l’oggetto dell’esperienza.
E a ragione, che Giorgio Celli, ha potuto scrivere nella « Scienza del comico » : « L’anatomia é la descrizione della vita attraverso la sua assenza. L’anatomia celebra i fasti e le geometrie superiori della vita nei cadaveri ; cosi dunque la vita non puo’ divenire oggetto di conoscenza e osservazione che cessando d’essere tale.
Vivere la vita o descriverla.
Esiste in matematica il ragionamento per assurdo; in anatomia il suo omologo sarebbe il ragionamento per l’assenza ».
Poi viene Carlo Locatelli che intraprende di smentire questo ragionamento per l’assenza, stabilendo un nuovo dialogo tra il morto e il vivente.
Il soggetto stesso sperimenta sul suo proprio corpo divenendo l’oggetto della dimostrazione.
Se possiamo dirlo parlando del vivo del soggetto.
Quando il pubblico, a chi é stato appena chiesto di disegnare il proprio scheletro alla cieca, alza la testa, si trova davanti una specie di Adamo prima della caduta presentandosi in tutta la sua nudità, di fronte a uno scheletro che funge da doppio speculare e con il quale intraprende un dialogo che rileva della danza, della performance e del corso magistrale.
Locatelli rinnova per noi la fascinazione e il piacere introspettivo, che da piccoli trovavamo smontando et rimontando quelle bambole organiche chiamate Venus anatomiche.
Attraverso la sua dimostrazione metodica, Carlo Locatelli ci istruisce, qua, della posizione dei polmoni nella nostra gabbia, cosi insolita, la, dell’incredibile robustezza della base della colonna vertebrale che possiamo toccare attraverso il ventre, o dell’emozionante scivolamento della scapola.
A volte non possiamo non essere turbati quando abbraccia il suo scheletro tuffando le sue due mani nella sua gabbia toracica..
Capiamo l’interesse assolutamente innovante di presentare un corpo nell’esercizio delle sue funzioni, analizzato e descritto nel tempo della sua espressione.
La forza di una tale impresa tiene senza dubbio alla capacità del danzatore di creare questa empatia cinestetica, propria all’artista, che fa di noi per un corto istante degli anatomisti fori dal comune.

Gerald Maurice Stehr (scrittore) Paris 2005